Visualizzazione post con etichetta nome. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nome. Mostra tutti i post

mercoledì 8 giugno 2022

Insegnare al gatto a venire quando lo si chiama

Nell’emisfero boreale le ore di luce variano a seconda della stagione e questo rende piuttosto difficile assicurarsi che il gatto sia a casa quando si vuole. La soluzione è insegnargli a venire quando lo si chiama. Perché in genere non si adotti questo metodo, detto sinceramente, mi sfugge. Micio può essere addestrato. Certo, non con la facilità di un cane perché per lui compiacere gli uomini non ha molto significato e anzi, «Non mi interessa» è la risposta di rito a una nostra qualsiasi richiesta. E allora diamogli un’ottima ragione per obbedire: cibo.

mercoledì 2 febbraio 2022

Instaurare una routine con Micio

Se diamo da mangiare al nostro gatto sempre alla stessa ora, il suo orologio biologico gli farà sapere quando manca poco all'ora del pasto. Comincerà a cercarci e questo comportamento rafforzerà il magico legame che ci unisce. Un modo tipicamente felino per attirare la nostra attenzione sarà quello di strusciarsi contro le nostre gambe. C'è chi lo chiama "amore da dispensa" ma in realtà questo gesto ha un significato ben più profondo: strusciandosi Micio ci marca le gambe con le ghiandole odorifere che ha sul musetto, quindi ci sta includendo nel suo gruppo sociale.

lunedì 7 settembre 2020

«Miao! Chi sono io?»

Meglio scegliere per il nostro gattino un nome che si possa pronunciare chiaramente e facilmente. Quelli composti da una sola sillaba sono ovviamente i più facili da usare, ma anche quelli di due o addirittura tre sillabe sembrano funzionare bene. I gatti di razza hanno spesso nomi doppi e altisonanti e bisognerebbe ribattezzarli con un nomignolo più immediato, quotidiano. I dizionari di nomi umani potrebbero darci qualche idea. L'importante è non lasciare mai il piccolo felino senza nome.

lunedì 8 aprile 2019

Anche i gatti riconoscono il loro nome

Se Micio non risponde quando lo chiamiamo, probabilmente è perché non ne ha voglia: una ricerca giapponese ha infatti dimostrato che anche i gatti sanno riconoscere quando pronunciamo il loro nome, proprio come fanno i cani. Un nuovo punto a favore dell'intelligenza felina, segnato nero su bianco dai ricercatori dell'Università di Tokyo sulla rivista Scientific Reports. Lo studio è stato condotto su 78 gatti domestici abituati a vivere in casa o nei cosiddetti 'cat cafè', caffetterie tematiche la cui principale attrazione è quella di permettere ai propri clienti di osservare e giocare con i gatti che vivono nel locale.

lunedì 18 marzo 2019

Un nome è per sempre

Il primo regalo che faremo al nostro gattino è dargli un nome. Significa che fa parte della nostra famiglia. La scelta non è del tutto casuale. Esprime le nostre aspirazioni e influenzerà positivamente (Coccola) o negativamente (Satana) le relazioni future con l'ambiente circostante. Permette inoltre di identificare il nostro animale. Compare nel libretto delle vaccinazioni, nel passaporto, nel pedigree e in tutti i certificati emessi dal veterinario. Infine, serve come richiamo sonoro quando vogliamo catturare la sua attenzione prima di dargli un ordine. Tutti i nomi sono consentiti, eccetto per i gatti iscritti ai libri genealogici (titolari di un pedigree).